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:omg:
 

Rua dos Douradores

Sat Jul 8, 2006, 11:31 AM
Sì, questa Rua dos Douradores abbraccia per me l'intero senso delle cose, la soluzione di tutti gli enigmi, posto che esistano enigmi; fatto, questo, che non può avere soluzione.

Listening to: Stereophonics - Maybe tomorrow

E' impossibile per me partire. L'unica fonte d'ispirazione è per me Milano. Nessun'altra città potrà mai essere come Milano, nessun'altra città saprà mai darmi tanto e privarmi di tanto.
Milano è l'arte, è la bellezza del grigio, del nero, dei bianchi ormai consumati. Milano è vita ed in essa io sento che morirò anche se quotidianamente cerco di sfuggirle poi torno ad essa, torno alla sua ricerca, spasmodica, fino a fare quattro o cinque volte al giorno i venticinque chilometri che mi separano da essa.
Allontanarmi da Milano, il solo tornare a casa, m'è gravoso, sebbene io dica che odio la città in cui lavoro ed in cui praticamente vivo da ormai sette anni.
E non esiste più Londra, non esiste più Berlino, non esiste più Barcellona, Madrid o Salisburgo. Parigi è una macchietta, New York un villaggio di campagna.
Milano all'inizio ti invade col suo grigiore e ti soffoca, poi subentra l'assuefazione, come potrebbe succedere per l'eroina ed allora non sai più farne a meno. Ti manca quel senso di odio che ti pompa nelle vene.
Nulla sa essere come Milano. Forse solo il deserto.

Domani scomparirò anch'io da Rua da Prata, da Rua dos Douradores, da Rua dos Fanqueiros. Domani anch'io - l'anima che sente e pensa, l'universo che io sono per me stesso - sì, domani anch'io sarò soltanto uno che ha smesso di passare in queste strade, uno che altri evocheranno vagamente con un "che ne sarà stato di lui ?". E tutto quanto ora faccio, quanto ora sento e vivo non sarà niente di più che un passante in meno nella quotidianità delle strade di una città qualsiasi.

Devious Comments

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:iconskyeez:
strano...proprio oggi cercavo di dare una definizione alla stranza situazione in cui ogni essere umano si ritrova suo malgrado a vivere, quella di rappresentare per se stesso l'unico mondo possibile e realmente conoscibile, l'unico punto di vista e l'unica cosa realmente posseduta...ma la tua definizione di "universo che si è per se stessi" è decisamente ad un altro livello...mi hai illuminata :O

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...I kNoW I wAs BoRn aNd I KnOw tHaT i'lL diE: tHe iN bEtWeEn iS mInE...I AM MINE... (pearl jam)
:iconlatoscuro:
Purtroppo non è un'idea mia. E' di Pessoa :)
Ti consiglio "Il libro dell'Inquietudine".

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Die Nacht schuf tausend Ungeheuer,
Doch frisch und fröhlich war mein Mut:
In meinen Adern welches Feuer!
In meinem Herzen welche Glut!

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