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Wilkommen und Abschied

Thu Aug 23, 2007, 7:58 PM
  • Mood: Tired
Es schlug mein Herz, geschwind zu Pferde!
Es war getan fast eh gedacht.
Der Abend wiegte schon die Erde,
Und an den Bergen hing die Nacht:
Schon stand im Nebelkleid die Eiche,
Ein aufgetürmter Riese, da,
Wo Finsternis aus dem Gesträuche
Mit hundert schwarzen Augen sah.

Der Mond von einem Wolkenhügel
Sah kläglich aus dem Duft hervor
Die Winde schwangen leise Flügel,
Umsausten schauerlich mein Ohr;
Die Nacht schuf tausend Ungeheuer,
Doch frisch und fröhlich war mein Mut:
In meinen Adern welches Feuer!
In meinem Herzen welche Glut!

Dich sah ich, und die milde Freude
Floß von dem süßen Blick auf mich;
Ganz war mein Herz an deiner Seite
Und jeder Atemzug für dich.
Ein rosenfarbnes Frühlingswetter
Umgab das liebliche Gesicht,
Und Zärtlichkeit für mich - ihr Götter!
Ich hofft es, ich verdient es nicht!

Doch ach, schon mit der Morgensonne
Verengt der Abschied mir das Herz:
In deinen Küssen welche Wonne!
In deinem Auge welcher Schmerz!
Ich ging, du standst und sahst zur Erden,
Und sahst mir nach mit nassem Blick:
Und doch, welch Glück, geliebt zu werden!
Und lieben, Götter, welch ein Glück!

(J. W. von Goethe, Frankfurt am Main 28. August 1749 - Weimar 22. März 1832)

28

Wed Aug 1, 2007, 4:26 PM
  • Mood: Gloomy
  • Listening to: La Crus - Estate
  • Eating: Garganelli con gamberi e zucchine
  • Drinking: Menabrea
Che tristezza... accade un'altra volta... e divento sempre più vecchio.
Forse dovrei smettere di contarli... il fatto è che ci sarà sempre qualcuno che si ricorderà di me, facendomi qualche regalo od un semplice augurio.

Boogie

Tue Jul 24, 2007, 6:26 PM
  • Mood: Tired
  • Listening to: Paolo Conte - Boogie
Due note e il ritornello era già nella pelle di quei due
il corpo di lei madava vampate africane, lui sembrava un coccodrillo…
i saxes spingevano a fondo come ciclisti gregari in fuga
e la canzone andava avanti sempre più affondata nell’aria…
quei due continuavano, da lei saliva afrore di coloniali
che giungevano a lui come da una di quelle drogherie di una volta
che tenevano la porta aperta davanti alla primavera…
qualcuno nei paraggi cominciava a starnutire,
il vantilatore ronzava immenso dal soffitto esausto,
i saxes, ipnotizzati… dai movimenti di lei si spandevano
rumori di gomma e di vernice, da lui di cuoio…
le luci saettavano sul volto pechinese della cassiera
che fumava al mentolo, altri sternutivano senza malizia
e la canzone andava elegante, l’orchestra era partita, decollava…
i musicisti, un tutt’uno col soffitto e il pavimento,
solo il batterista nell’ombra guardava con sguardi cattivi…
quei due danzavano bravi, una nuova cassiera sostituiva la prima,
questa qui aveva gli occhi da lupa e masticava caramelle alascane,
quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato…
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare…
un quinto personaggio esitò
prima di sternutire,
poi si rifugiò nel nulla…
era un mondo adulto,
si sbagliava da professionisti...

Ernest

Mon Jul 16, 2007, 6:58 PM
  • Mood: Stupefied
  • Listening to: Chet Baker - It's always you
  • Drinking: Un vino rosso trafugato dalla cantina...
Ernest ha dormito qui da me.
La stanza dove ha dormito ora porta il suo nome. Insegnò qualcosa al barman (un po' come faccio io quando vado in giro per locali) e molto probabilmente si sbronzò parecchio tra questi muri.

Una volta scrisse: "Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà del mondo" e credo che ciò si possa rapportare a tutto ciò che di alcolico esista sulla faccia della terra.

La 303 ora è occupata da una persona che per seguire la sua religione non può bere alcolici. Lungi da me criticare la sua religione, del resto, in quanto ateo, non posso che prendere atto del fatto che egli sia legato a qualcosa di incivile, per la quale è stato versato sangue.
Non ho mai sentito parlare di una guerra per il vino.

Con tutta probabilità Ernest si starà rivoltando nella tomba al pensiero che qualcuno non stia bevendo dove lui s'è preso qualche sbronza colossale.
O semplicemente penserà che un inutile portiere notturno sta scrivendo qualcosa su di lui e speculando in qualche modo su una delle cose che li accomuna.

Alla salute... se proprio ce ne importa così tanto...

Working at night

Fri Jul 13, 2007, 8:43 PM
  • Mood: Stupefied
  • Listening to: Air conditioning flow
  • Eating: Pane alle olive e prosciutto crudo
  • Drinking: Dom Perignon - Vintage 1966
E anche stanotte ci siamo scolati una bottiglia sul lavoro. Questa volta non trafugata da chissà quale recondito frigorifero o cantina... una buona bottiglia di Champagne accompagnata da pane alle olive e prosciutto crudo.

Ma è mai possibile che io non possa fare a meno di lavorare di notte per questi momenti di puro godimento?

Certo è che se tornassi indietro sarebbe un po' difficile trovare lo champagne di notte... specie certe bottiglie... è bello sentirsi sbronzi per qualche minuto, giusto il tempo per poi uscire dal portone, furmarsi qualche sigaretta e chiudere la nottata lavorativa... e tra venti minuti in macchina, pronto a tornare a casa.

Se volete un consiglio e se potete permettervi di seguirlo, allora non cercate altro che Dom Perignon del 1966.
Mai assaggiato uno champagne migliore.

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